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Un nuovo strumento psicologico per comprendere e valutare la volontà secondo il modello della psicosintesi di Roberto Assagioli.
Che cos’è la volontà e perché è importante?
Quando parliamo di volontà, pensiamo spesso alla capacità di impegnarci, resistere alle difficoltà e perseverare nel raggiungimento di un obiettivo. Avere volontà, nel linguaggio comune, significa soprattutto essere determinati e non arrendersi.
Ma la volontà è davvero soltanto una questione di forza e perseveranza?
Nella nostra vita quotidiana non è sufficiente riuscire a perseguire ciò che desideriamo. È altrettanto importante saper scegliere gli obiettivi, individuare le strategie più efficaci per raggiungerli, riconoscere ciò che favorisce il nostro benessere e considerare le conseguenze delle nostre azioni sugli altri.
La volontà, quindi, può essere considerata una capacità psicologica complessa, che interviene nei processi decisionali, nella regolazione del comportamento e nell’orientamento delle nostre azioni.
Questa concezione è al centro del modello elaborato dallo psichiatra italiano Roberto Assagioli, fondatore della psicosintesi, che ha descritto la volontà come una funzione fondamentale della personalità e dello sviluppo umano.
Partendo da questo modello teorico, il nostro gruppo di ricerca ha sviluppato la Multidimensional Will Scale (MWS), uno strumento psicometrico che consente di valutare scientificamente differenti dimensioni della volontà.
Lo studio di sviluppo e validazione della scala è stato pubblicato nel 2024 da Andrea Bonacchi, Francesca Chiesi e colleghi sulla rivista scientifica internazionale PLOS ONE.
Le cinque dimensioni della volontà
Secondo Assagioli, una volontà pienamente sviluppata non si esprime esclusivamente attraverso la determinazione, ma comprende differenti qualità che possono integrarsi e sostenersi reciprocamente.
La MWS permette di valutare cinque dimensioni:
1. Volontà forte (Strong Will)
È la capacità di mobilitare le proprie energie, affrontare gli ostacoli e perseverare nel raggiungimento degli obiettivi. Si manifesta, ad esempio, quando continuiamo a impegnarci nonostante le difficoltà, troviamo la determinazione necessaria per affrontare una sfida o riusciamo a tradurre le nostre intenzioni in azioni concrete. La volontà forte rappresenta quindi la componente energetica e determinativa dell’agire volontario.
2. Volontà sapiente (Skillful Will)
Non sempre per raggiungere un obiettivo è necessario impegnarsi di più. Talvolta occorre soprattutto comprendere come agire in maniera più efficace. La volontà sapiente riguarda la capacità di scegliere strategie appropriate, valutare le conseguenze delle proprie decisioni e utilizzare consapevolmente le proprie risorse psicologiche. È la dimensione che ci permette di trasformare lo sforzo in un’azione intelligente, evitando di disperdere inutilmente le energie.
In questo senso, la volontà non è soltanto la forza con cui perseguiamo un obiettivo, ma anche la capacità di individuare il modo migliore per raggiungerlo.
3. Volontà buona verso sé stessi (Good Will toward Self)
Questa dimensione riguarda la capacità di orientare le proprie scelte e i propri comportamenti verso ciò che favorisce il benessere personale. Comprende l’attenzione ai propri bisogni, il rispetto di sé, la cura della propria salute e la capacità di perseguire obiettivi coerenti con il proprio equilibrio psicologico. La volontà buona verso sé stessi ci ricorda che essere determinati non significa necessariamente essere capaci di prenderci cura di noi.
Possiamo infatti perseguire con grande tenacia obiettivi che non rispettano i nostri bisogni o che finiscono per compromettere il nostro benessere.
4. Volontà buona verso gli altri (Good Will toward Others)
La volontà non riguarda soltanto il rapporto con noi stessi, ma anche il modo in cui le nostre decisioni influenzano le persone con cui entriamo in relazione.
Questa dimensione comprende la capacità di agire con empatia, attenzione e considerazione per il benessere altrui. Significa perseguire i propri obiettivi tenendo conto anche delle esigenze, dei diritti e delle necessità degli altri. La volontà buona verso gli altri introduce quindi una dimensione etica e relazionale nell’agire volontario, evidenziando come l’efficacia personale possa integrarsi con la responsabilità verso le altre persone.
5. Volontà transpersonale (Transpersonal Will)
La volontà transpersonale riguarda l’orientamento verso valori, significati e finalità che trascendono gli interessi immediati e strettamente individuali. Può manifestarsi nella ricerca di un significato profondo dell’esistenza, nell’adesione a valori spirituali o nella percezione di appartenere a una realtà più ampia della propria individualità.
Questa dimensione non coincide necessariamente con la religiosità, ma può comprendere esperienze e orientamenti spirituali differenti.
Nel modello di Assagioli rappresenta un aspetto della volontà connesso alla dimensione transpersonale dell’esperienza umana.
Dalla teoria alla misurazione scientifica: come nasce la MWS
Sebbene la volontà sia stata ampiamente studiata in psicologia attraverso concetti come autocontrollo, autoregolazione e perseveranza, mancava uno strumento validato che permettesse di valutare specificamente le dimensioni descritte da Assagioli.
Per rispondere a questa esigenza, il nostro gruppo di ricerca ha avviato un progetto finalizzato a trasformare il modello teorico della volontà di Roberto Assagioli in uno strumento di valutazione psicologica.
Il lavoro ha previsto diverse fasi.
Inizialmente, con il contributo di esperti di psicosintesi, sono state definite operativamente le dimensioni della volontà e formulate le affermazioni destinate a rappresentarle.
Successivamente, gli item sono stati sottoposti a valutazioni da parte di esperti e ad analisi statistiche, con l’obiettivo di individuare quelli maggiormente capaci di misurare ciascuna dimensione.
La scala è stata quindi studiata attraverso due campioni indipendenti, per un totale di 1.270 partecipanti adulti.
Le analisi hanno consentito di ottenere una versione definitiva composta da 19 item, organizzati nelle cinque dimensioni della volontà.
Le risposte vengono espresse attraverso una scala a cinque livelli, da “Mai” a “Sempre”, in relazione alla frequenza con cui la persona riconosce in sé determinati atteggiamenti e comportamenti.
Che cosa hanno mostrato i risultati della ricerca?
I risultati dello studio hanno fornito evidenze a sostegno della struttura multidimensionale della volontà proposta da Assagioli.
Le analisi fattoriali hanno confermato che gli item della MWS possono essere organizzati in cinque dimensioni distinte, coerenti con il modello teorico di riferimento.
Lo studio ha inoltre evidenziato proprietà psicometriche complessivamente soddisfacenti, pur indicando la necessità di approfondire ulteriormente l’affidabilità della dimensione della volontà sapiente.
Un risultato particolarmente interessante riguarda le relazioni tra le dimensioni della volontà e altre caratteristiche psicologiche.
In particolare, la volontà forte ha mostrato una correlazione positiva particolarmente elevata con la resilienza, ossia la capacità di affrontare le difficoltà e le situazioni avverse. Sono emerse anche associazioni con l’ottimismo, la percezione di poter influenzare gli eventi della propria vita, l’autocontrollo e il senso di coerenza.
La volontà sapiente, invece, ha mostrato relazioni con la riflessività, l’autocontrollo e la tendenza a pianificare e considerare attentamente le proprie azioni.
Questi risultati suggeriscono che le diverse dimensioni della volontà, pur essendo collegate, possano rappresentare aspetti psicologici differenti e contribuire in modi diversi all’adattamento personale.
Perché misurare la volontà?
Disporre di uno strumento scientificamente studiato per valutare la volontà apre nuove prospettive per la ricerca psicologica e per le possibili applicazioni cliniche e di counseling.
La MWS permette infatti di superare una concezione generica della volontà, distinguendone le diverse componenti.
Una persona, ad esempio, potrebbe mostrare una notevole determinazione nel perseguire i propri obiettivi, ma incontrare difficoltà nell’individuare strategie efficaci oppure nel riconoscere ciò che è realmente favorevole al proprio benessere.
Un’altra persona potrebbe essere particolarmente attenta agli altri, ma faticare a mobilitare le energie necessarie per realizzare i propri progetti.
La valutazione multidimensionale consente di descrivere queste differenti configurazioni, senza ridurre la volontà a un’unica caratteristica.
In prospettiva, lo strumento potrebbe risultare utile in diversi ambiti:
- Ricerca psicologica: per approfondire le relazioni tra volontà, personalità, autoregolazione, resilienza e benessere.
- Psicologia clinica e counseling: per esplorare le differenti componenti della volontà e individuare possibili aree di lavoro personale.
- Promozione della salute: per studiare il ruolo della volontà nell’adesione ai percorsi di cura, riabilitazione e mantenimento di comportamenti salutari.
- Crescita personale: per favorire una maggiore consapevolezza delle proprie modalità di scelta, azione e orientamento verso gli obiettivi.
Queste applicazioni rappresentano prospettive promettenti, ma richiedono ulteriori studi, soprattutto su popolazioni cliniche e in contesti di intervento.
La MWS non è uno strumento diagnostico e i suoi risultati devono essere interpretati tenendo conto delle caratteristiche e dei limiti della validazione disponibile.
La volontà come risorsa per il benessere psicologico
Uno degli aspetti più interessanti del modello di Assagioli è l’idea che la volontà non sia una caratteristica immutabile, ma una funzione psicologica che può essere sviluppata e allenata.
In questa prospettiva, il rafforzamento della volontà non coincide semplicemente con l’aumento della capacità di sforzo.
Significa anche imparare a scegliere consapevolmente, utilizzare meglio le proprie risorse, rispettare i propri bisogni, considerare gli altri e orientare la propria vita verso valori e significati importanti.
La volontà può quindi essere considerata una potenziale risorsa per il benessere psicologico, non soltanto perché ci aiuta a raggiungere ciò che desideriamo, ma anche perché contribuisce a orientare il nostro comportamento.
La Multidimensional Will Scale rappresenta un primo passo per studiare empiricamente questa prospettiva e approfondire il ruolo delle diverse dimensioni della volontà nella vita delle persone.
Conclusioni
La volontà è molto più della capacità di resistere alle difficoltà o perseguire ostinatamente un obiettivo.
È una funzione psicologica complessa che coinvolge determinazione, intelligenza strategica, attenzione al proprio benessere, responsabilità verso gli altri e orientamento verso valori e significati profondi.
Con lo sviluppo della Multidimensional Will Scale, il nostro gruppo di ricerca ha contribuito a rendere misurabile il modello della volontà elaborato da Roberto Assagioli, creando un collegamento tra la tradizione teorica della psicosintesi e i metodi della moderna ricerca psicometrica.
La possibilità di valutare queste dimensioni costituisce una base per ulteriori ricerche e per una comprensione più articolata del ruolo della volontà nel funzionamento psicologico e nel benessere umano.
Riferimento scientifico
https://doi.org/10.1371/journal.pone.0305477
Lo studio è pubblicato in modalità Open Access e può essere consultato integralmente online.
For further information please contact: andreabonacchi@centrosynthesis.it
